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Corso di Post-Produzione 2017

Inizio dell’anno impegnativo per i soci del Circolo Fotografico “L’obiettivo”, alle prese con le lezioni della prima edizione del corso di Adobe Lightroom, tenute presso la nostra sede.

In sostanza, questa volta, si è passati dall’esperienza “sul campo” (la sessione fotografica vera e propria) alla pratica di laboratorio. La “post-produzione” è infatti diventata, più che mai adesso nell’era digitale, una fase fondamentale del processo di produzione fotografica, al pari livello dell’acquisizione.

Ovviamente, sono sempre valide e ineludibili le regole base della composizione, della ricerca e della cura dei dettagli, delle tecniche di ripresa (la “grammatica”), e anche della tensione al “diverso”, per non fermarci a sole immagini statiche, prevedibili, ma intrise di significato e sentimento.

La tecnologia stessa, tuttavia, che ci mette a disposizione dispositivi in grado di memorizzare immagini fotografiche in maniera incommensurabile rispetto alle limitate dimensioni dei supporti analogici (ricordiamo le 24 o le 36 pose dei rullini?), ci mette anche nelle condizioni di dover scegliere, tra tantissimi scatti, quelli che meglio di altri soddisfano le nostre ambizioni e i nostri progetti fotografici.

Questa è la fase dell’“editing”, questa è la fase della post-produzione, che consiste appunto nel selezionare razionalmente le nostre foto, per poi catalogarle e organizzarle in un archivio.

Ecco dunque l’argomento del corso di Adobe Lightroom, tenuto da Alessandro Malvaso, docente abilitato Adobe. Il software ci consente proprio di effettuare queste operazioni: siamo noi a decidere i criteri per la catalogazione e l’etichettatura delle nostre foto, ma anche a definire degli archivi tematici, per poi produrre le presentazioni dei nostri scatti, effettuando anche dei semplici interventi di  miglioramento delle immagini.

Un progetto fotografico nasconde quindi un procedimento di lavoro, un flusso di sequenziale di operazioni che parte dalla ripresa, e arriva alla scelta delle immagini migliori e a una loro semplice correzione.

Ricordiamo, però, infine: a volte, si riesce a “sistemare” un file, ma l’idea che nasce dalla nostra visione e rappresentazione della realtà, il punto di vista che vogliamo far trasparire, il messaggio impresso come un’impronta indelebile sulla nostra fotografia, sono elementi per i quali non esiste ritocco che valga.

Per i soci del Circolo, insomma, come sempre, un’altra… avventura.

 

 13/02/2018

Matteo Pivotto

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